Cominciamo col dire che l’Italia, come la conosciamo noi oggi e` molto recente: la sua unificazione e` stato un percorso ad ostacoli che e` durato 10 anni. Quando Giuseppe Garibaldi scaccia i Borboni dal sud Italia siamo nel 1861e  il primo re d'Italia diventa Vittorio Emanuele II di Savoia. Proclamato ufficialmente il 17 marzo 1861 dopo l'Unità d'Italia, mantiene il numerale "II" per sottolineare la continuità con il Regno di Sardegna, di cui era già sovrano. Roma e` ancora regno Pontificio e cosi, con la Convenzione di settembre del 1864, in accordo con la Francia, si stabilisce di trasferire la capitale a Firenze. Le ragioni sono varie: politiche, culturali, linguistiche...

Il trasferimento della capitale pero non piace ai torinesi che perdono i benefici di essere nella capitale: i commercianti e i bottegai, terrorizzati dalla diminuzione dei guadagni causata dal trasferimento della corte, del governo, del parlamento; i numerosi impiegati dei ministeri e i piccoli funzionari preoccupati per i disagi e gli oneri finanziari che imponeva il graduale spostamento degli uffici a Firenze stabilito dalla diplomazia; i veterani alle prese con le difficoltà di reinserimento nella vita civile.

D’altro canto, i Fiorentini non vedevano di buon occhio questo re “straniero” che progettava grandi cambiamenti nella loro citta`. Ad esempio, le antiche mura a nord dell'Arno sono abbattute per fare spazio a grandi viali alberati sul modello parigino, connettendo il centro ai nuovi quartieri.  Piazzale Michelangelo, costruito come grande terrazza panoramica dedicata all'artista, ma soprattutto, tra il Mercato Vecchio e il ghetto ebraico, l'antico cuore medievale viene sventrato e ricostruito per motivi igienico-sanitari e di decoro. Al suo posto nasce l'odierna Piazza della Repubblica. Infine gli edifici storici come Palazzo Vecchio e Palazzo Medici Riccardi vengono riadattati per ospitare rispettivamente la Camera dei Deputati e i Ministeri. Il re prende invece alloggio nella Palazzina della Meridiana a Palazzo Pitti.

L'arrivo del Re e della corte sabauda viene quindi accolto con diffidenza, poiché i fiorentini mal tolleravano l'imposizione della burocrazia sabauda e il "piemontesismo". Consideravano Vittorio Emanuele II un sovrano rozzo, poco incline alle arti, molto più interessato alle battute di caccia e alla sua seconda moglie morganatica (cioe` senza diritti per la successione reale), la popolana Rosa Vercellana (nota come la Bela Rosin), piuttosto che alla vita culturale cittadina.

La Bela Rosin ha seguito il suo re a Firenze e lui le ha preparato una villa medicea che poteva usare come residenza, soprattutto quando lui andava a trovarla. Sto parlando della Villa Medicea della Petraia. Situata a pochi chilometri nord dal centro di Firenze, la villa si trova alle pendici del monte Morello e dal suo giardino (uno dei primi esempi di giardino all’italiana) e` possibile godere una spettacolare vista sulla citta`.

Altre curiosita` sulla villa nel prossimo post, ma qui c’e` il link per il virtual tour:

https://my.matterport.com/show/?m=dpq5Vm5jEmJ&hl=1&play=1&brand=0