Il 2 giugno scorso l’Italia ha celebrato gli 80 anni della Repubblica con una giornata particolarmente significativa, dedicata alla memoria del referendum del 1946 che sancì la scelta repubblicana e il primo voto politico delle donne. A Roma, le celebrazioni si sono aperte con l’omaggio del Presidente della Repubblica all’Altare della Patria, seguito dalla tradizionale parata ai Fori Imperiali e dal sorvolo delle Frecce Tricolori. Per l’occasione, l’anniversario è stato vissuto anche come una festa più aperta e partecipata, con eventi pubblici pensati per coinvolgere i cittadini e riflettere sui valori di democrazia, libertà e unità nazionale che continuano a rappresentare il cuore della Repubblica italiana.

Particolare rilievo ebbe, in quel referendum, il voto delle donne, che per la prima volta parteciparono a una consultazione politica nazionale a suffragio universale. L’affluenza fu altissima: i votanti furono 24.946.878, pari all’89,08% degli aventi diritto, e le ricostruzioni storiche ricordano che circa 13 milioni di donne si recarono alle urne.

Quell’esperienza fu vissuta da molte donne come l’ingresso nella cittadinanza piena dopo decenni di esclusione dalla vita politica. Il Quirinale ricorda che il referendum del 1946 fu il momento in cui “gli italiani, e per la prima volta le italiane” furono chiamati a cooperare alla fondazione della cittadinanza repubblicana. Molte testimonianze e ricostruzioni raccontano file ai seggi, abiti curati come per una cerimonia importante e una forte consapevolezza del valore di quel gesto, percepito come un diritto finalmente riconosciuto e come un primo passo verso una presenza femminile più attiva nella società e nelle istituzioni.

Da quella svolta nacque anche una nuova presenza femminile nelle istituzioni: furono infatti 21 le donne elette all’Assemblea Costituente, protagoniste di un contributo importante alla nascita della Repubblica e alla stesura della Costituzione: le future “madri costituenti”, che contribuirono a scrivere principi fondamentali della nuova democrazia italiana, compresa l’uguaglianza tra i cittadini.